Elezioni e pentole bollenti
‘A pignata ‘ncumuni ‘un vuddri ma’!
Me lo ha detto un anziano, qualche giorno fa, commentando, con amarezza, come spesso interessi diversi impediscano di raggiungere un risultato abbastanza semplice. Certo gli antichi avevano ragione e parlavano per esperienza. C’è un modo di intendere e di agire tra noi agrigentini e noi siciliani, che è davvero inusuale per altri abitanti del globo terrestre. L’umanità intera ha vissuto un processo evolutivo grazie alla cooperazione e allo scambio di esperienze. Nei luoghi in cui viviamo invece è ormai una prassi confondere gli obiettivi, imbattersi in ostacoli insormontabili, e rapidamente tornare al punto di partenza, perfino smarrire la memoria, i passi avanti già compiuti, le esperienze anche progettuali portati a termine. Il popolo agrigentino è predestinato: può rimanere impantanato o fare pochi passi alla volta. E spesso sbagliati. Tutto ciò non è solo contrario ad ogni processo di sviluppo, ma è anche antieconomico in senso lato. Difatti nessuno di noi, a casa propria, deciderebbe di rinnovare i pavimenti senza sostituire i tubi fradici dell’acqua. Chi aggiusterebbe per rompere di nuovo? C’è qualcosa di poco intelligente o di troppo astuto in tutto questo.
A sentire i politici, soprattutto in prossimità di scadenze elettorali, i nostri sono soltanto discorsi qualunquisti, di gente poco acculturata e che non vuole dare atto alla classe politica di aver realizzato un cambiamento. Per capirci, ’a pignata ‘ncumuni sta vuddrennu: e noi, pure stavolta, ci dobbiamo credere.
Scritto da
admin
on apr 27th, 2009 e catalogato in
EDITORIALE.
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