Saranno consegnati ai magistrati della procura della Repubblica il prossimo 5 ottobre i risultati dei primi accertamenti che la Protezione civile sta compiendo sull’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, sequestrato perchè a rischio crollo. Gli inquirenti ipotizzano che possa essere stato utilizzato cemento depotenziato. L’ospedale dovrà essere evacuato entro il 24 ottobre, ma la Protezione civile per ultimare gli accertamenti tecnici sulla stabilità della struttura chiederà una nuova proroga dopo quella di due mesi già concessa dal gip. Nell’inchiesta sono coinvolte 22 persone tra imprenditori, professionisti ed ex vertici dell’Azienda sanitaria agrigentina. Fra gli indagati c’è pure Daniela Faraone, 50 anni, nominata ieri come direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Faraone fino allo scorso 31 agosto ha ricoperto lo stesso incarico ad Agrigento. I pm le contestano, come agli altri indagati, l’accusa di abuso d’ufficio e falso ideologico. Reati che nell’ambito della stessa inchiesta, vengono pure contestati all’ex direttore sanitario dell’azienda ospedaliera agrigentina Gerlando Sciumè, indicato come nuovo direttore sanitario del Policlinico.
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