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Un museo delle migrazioni: iniziativa per Lampedusa

immigrazioneL’istituzione di un museo sulle migrazioni a Lampedusa, un’isola che si trova da tempo ad essere luogo di speranza, di riposo , di transito, non solo per gli uomini, ma per tante specie animali. E’ la proposta indirizzata al prefetto Morcone, capo del dipartimento per le libertà civili e le immigrazioni del Viminale, da un romano trapiantato a Lampedusa, Giacomo Sferlazzo, a nome delle associazioni, Askavusa, Legambiente, Rete dei Comuni Solidali, Limen, Asgi, Arci. “Lampedusa è da sempre pronta a ricevere, a dare speranza, a dare sollievo. Da ricordare soprattutto la storia del santuario della Madonna di Porto Salvo, luogo in cui nell’antichità una lampada ad olio rimaneva sempre accesa, alimentata sia da Cristiani che da Musulmani, i quali si trovavano a pregare nello stesso luogo.Quasi sempre chi passava dal santuario lasciava , vestiti, cibo, acqua, utensili, per coloro che sarebbero passati dopo di loro, e chi era in difficoltà usava questi lasciti. Il museo delle migrazioni, sarebbe un primo tassello, per portare lo sviluppo del’isola di Lampedusa su un percorso voluto e non casuale” spiega Sferlazzo. Nella lettera al prefetto Morcone si chiarisce che l’idea del progetto nasce proprio dalla consapevolezza che Lampedusa sta vivendo una pagina di storia, anzi sta continuando la sua storia di isola di salvezza ed accoglienza. “Il museo delle migrazioni intende quindi conservare le testimonianze di questi movimenti migratori, perché riteniamo sia preciso dovere dei protagonisti di questo tempo e di questo fenomeno, tramandare alle future generazioni il racconto di fatti epocali di cui Lampedusa è stata ed è una tappa fondamentale”. Per la costruzione del museo, sarà necessario disporre di qualche barca e di alcuni oggetti, i corani e le bibbie, i vestiti, le scarpe, i documenti ed altre piccole cose che il mare ci ha restituito e che parlano e parleranno ai posteri di queste tragedie, di queste speranze, di questi sogni che spesso soffocano nei fondali del Mediterraneo. Le associazioni chiedono autorizzazione al Viminale per la presa in consegna di alcuni di questi oggetti, da accantonare e conservare durante la fase dell’allestimento del museo vero e proprio. “Gli oggetti potrebbero essere recuperati sia nelle occasioni di futuri soccorsi e recuperi, sia presso le attuali discariche ove vengono stoccati i relitti delle imbarcazioni utilizzate per i viaggi della speranza”.



Scritto da Redazione on ott 2nd, 2009 e catalogato in Rubriche. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.



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