Dai primi riscontri sul luogo, pare che non ci siano evidenti segni di cedimento del terreno di fondazione, né di fattori esterni che abbiamo potuto determinare il collasso strutturale; si tratta, molto probabilmente, di un cedimento per fatiscenza e degrado delle strutture. Lo dice il Capo del Genio Civile di Agrigento Rino La Mendola, che plaude all’efficienza della Protezione Civile, del Comune e dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’Ordine ed a tutti i volontari che hanno garantito i primi soccorsi alle vittime del crollo. La Mendola, anche nella veste di Presidente degli Architetti, ha annunciato che l’Ordine ha messo a disposizione 40 volontari di protezione civile, attrezzati ed adeguatamente formati per collaborare, con le autorità preposte e con l’unità di crisi, nella schedatura delle condizioni di stabilità degli edifici vicini a quello crollato, che si trova in via del Carmine, in un contesto urbano fortemente degradato, già oggetto, nell’ultimo decennio, di una serie di demolizioni di edifici pericolanti. Gli Ordini Professionali sostengono da tempo la necessità di monitorare le condizioni di stabilità del patrimonio edilizio delle nostre città, attraverso un provvedimento legislativo che imponga il fascicolo-fabbricato per gli edifici esistenti: una sorta di libretto dove annotare gli esiti di verifiche periodiche, eseguite da professionisti abilitati, con particolare riferimento alla stabilità delle strutture ed all’efficienza degli impianti tecnologici; infatti, buona parte dei crolli, registrati negli ultimi anni, sono attribuibili a fughe di gas o a cattivo funzionamento di caldaie. In verità, la politica non è rimasta sorda a queste sollecitazioni; infatti ha in parte ascoltato i professionisti, varando la nuova normativa sismica, entrata da poco in vigore, che stabilisce una vita utile dell’edificio da realizzare, imponendo la presentazione al Genio Civile di un piano di manutenzione, dove siano programmate le opere da effettuare per la manutenzione della costruzione durante la suddetta vita utile (o nominale), allo scadere della quale, potrà essere assegnata una seconda o una terza vita nominale, soltanto previa la riverifica globale delle condizioni di stabilità della costruzione stessa. Ciò risolve il problema dei controlli periodici solo per i nuovi edifici, mentre rimangono irrisolti i problemi per gli edifici esistenti, per i quali ancora oggi pretendiamo un’impossibile stabilità eterna e per i quali non sono previste quelle verifiche periodiche, che appaiono sempre più indispensabili affinché fatti come quello di oggi non si ripetano mai più. In tal senso, conclude La Mendola, torniamo a proporre alla politica un provvedimento che imponga controlli periodici e l’istituzione di quel fascicolo-fabbricato a cui i professionisti puntano da parecchio tempo, offrendo, sin da adesso, la nostra più ampia disponibilità a collaborare, per la definizione di un provvedimento condiviso, con l’Assessore al ramo Luigi Gentile, con la deputazione agrigentina e con gli Assessori al Bilancio Michele Cimino ed al Territorio Roberto Di Mauro, i quali, ciascuno per le loro competenze, possono offrire un notevole impulso ad un provvedimento che appare sempre più urgente ed indifferibile.
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