La tragedia consumatasi a Favara sconvolge ed interpella le coscienze (di chi la coscienza ce l’ha) ed obbliga ad un’ampia riflessione ognuno di noi come singoli cittadini e come componenti della comunità di Favara che non è un’isola tragica ma solo una piccola parte del Paese Italia.
Una nota personale.
Io conosco bene la famiglia Bellavia. Sono il loro medico di famiglia e mi sento onorata di questo. Il papà un infaticabile lavoratore. Giovanni un ragazzino responsabile, dignitoso ed educato. Marianna una ragazzina dolce, semplice che cominciava ad aprirsi alla vita. La mamma silenziosa, molto legata al marito perché, mi diceva spesso, se trova lavoro va anche con la febbre pur di sfamare i propri figli.
Non sono stata mai a casa loro, non perché mi fossi rifiutata, ma perché non me lo hanno mai chiesto, e me ne rammarico. Quella di Bellavia è una famiglia povera che non sa chiedere e forse non conosce neanche i propri diritti. E questo è un atteggiamento che fa comodo a questa società cattiva e disumana, piena di prepotenti ed arroganti che pretendono non diritti ma privilegi che spesso ottengono.
Oggi davanti a questa immane tragedia non si può tacere. Il silenzio è assassino.
La cosa più facile è individuare subito i responsabili col dito puntato tra amministratori, tecnici comunali, operatori dei servizi sociali ecc.. Certamente i responsabili di disfunzioni ci sono e vogliamo cedere che la magistratura saprà fare chiarezza. Ma oggi pensare di fare sommariamente i giudici è troppo semplice e troppo irresponsabile.
Da troppi anni si è consolidata l’abitudine a scaricare su altri colpe e responsabilità, a chiedere diritti per se anche i modo severo, senza minimamente riflettere sul proprio operato, soprattutto quando si pretendono privilegi e favori che direttamente o indirettamente calpestano diritti di altri e ledono ogni principio di giustizia e, soprattutto, di umanità.
La nostra è una società che ogni giorno abbandona i valori veri per cui vale la pena di vivere e gioire, per rincorrere un falso benessere fatto di beni materiali e di privilegi ottenuti calpestando i propri simili, mortificando il merito ed avvantaggiando faccendieri ed uomini di potere senza scrupoli. La nostra è una società fortemente incattivita, è una giungla in cui unica legge vigente è la legge del più forte,con la differenza, non da poco, che nella giungla tra gli animali prevale la forza fisica, nella società tra gli uomini prevale la prevaricazione, l’egoismo, l’individualismo esasperato, il qualunquismo.
Al politico si chiede il favore personale e così, a poco a poco, si vota per se e non per il bisogni della collettività e chi viene eletto si sente in dovere di rispondere ai suoi elettori singolarmente, venendo meno all’onorevole mandato.
A poco a poco, quasi senza accorgercene, si sta scivolando verso un comportamento sociale ed umano che fa paura. Ognuno di noi vede nell’altro un potenziale nemico, cresce la diffidenza, la nevrosi collettiva. Le persone per bene (che si vuole sperare ci siano e siano tante) si scoraggiano e si ritirano nel proprio privato e per questo non sono meno colpevoli e corresponsabili. E’ purtroppo vero che in questa società chi osa fare il proprio dovere, come rispettare le leggi, è malvisto, respinto e spesso è costretto a doversi giustificare perché affetto dalla grave sindrome dell’onestà.
E chi paga il prezzo di tutto ciò? Chi, se non i poveri cristi? E chi si può sottrarre alla responsabilità, ognuno per il proprio ruolo, davanti a tale misfatto?
Marianna e la sorellina….. sono state uccise. Non si è trattato di una disgrazia inevitabile. Ci sono dei responsabili con responsabilità diverse che ne dovranno rispondere. Ma ognuno di noi nella propria coscienza sa che, quantomeno, è mancato al suo dovere di cittadino trascinato nel vortici di questa società consumistica,egoista, triste ed infelice. E allora, se non vogliamo sentirci corresponsabili della morte di vite innocenti e del degrado sociale, cominciamo a ritessere le fila dei rapporti umani completamente deteriorati. Molto si potrà fare.
Paola Vita
Presidente Centro George Sand, Favara
Commenti chiusi
Completamente d’accordo!
vergogna vergogna…ieri i politici tutti in prima linea…..buffoni buffoni buffoni…. NON DOVETE ABBANDONARE LE PERSONE QUANDO VI CHIEDONO LE COSE FATTIBBILI QUANDO SI E IN VITA….ADESS TUTTI ALLA LORO DISPOSIZIONE…A QUALE COSTO???DUE VITE DUE ANGELI…VERGOGNA VI DOVETE PORTARE IL RIMORSO DIETRO…ANCORA VERGOGNA POLITICI CHE IERI SIETE ANDATI A SFILARE, IN UN FUNERALE, DOVEVATE FARVI VEDERE PRIMA MOLTO PRIMA ADESSO ORMAI PER QUELLA FAMIGLIA E TARDI TROPPPPPPPPPO TARDI.
Per fare capire il dramma di migliaia e migliaia di famiglia cosa ci vuole l’apparizione di Gesù Cristo.
Il centro storico cade a pezzi.
Oggi a Favara, ieri a Castelrtermini, Agrigento, stamattina (27.01.2010)a Porto Empedocle, ma dove stiamo arrivando ?
Qualcuno, forse, pensa che dopo un po tempo la situazione cade nel dimenticatoio e quindi meno responsabilità agli occhi della gente…vi sbagliate di grosso.
La gente è stanca.
La tragedia di Favara ha scolvolto la coscenza di ciascuno di noi e dobbiamo evitare che riaccade in qualsiasi centro storico.
I soldi bisogna spenderli per il bene comune e non per fare arrichhire gli amici degli amici.
Chi vuole intendere …..intenda.
Visto che a livello regionale il cambiamento politico c’è stato e la spartizione dei posti di comando ha interessato anche il PD CHE INCOMINCI A FARE L’OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA magari con l’emanazione di una legge supportata da fondi spendibili per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati.
Adesso ce l’hanno con il Vescovo, ma non hanno verggna si ergono a condannare il vescovo, LORO CHE NON LAVORANO!!!!!!!!!!
VERGOGNA, MALEDETTI HANNO UCCISO DUE BAMBINE!
e dicono di non avere responsabilità…ma come si fa?
vergogna vergognatevi politici di m….. che vi state cuocendo l’italia…