E’ iniziata ieri la discussione alla Camera dei Deputati sul governo del territorio italiano a partire dalla mozione a prima firma Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nel Pd che avrà come oggetto la “messa in sicurezza del territorio, la rottamazione edilizia e per un’edilizia sostenibile” frutto di un lavoro di approfondimento e di studio congiunto con le associazioni ambientaliste e firmata anche da tutto il gruppo PD in Commissione Ambiente. Un’iniziativa avviata all’indomani dalla tragedia di Messina e che viene discusso a distanza di pochissimi giorni dal dramma di Favara. “Entrambi espressione di una frequenza di morti dovute alla cattiva gestione del territorio, all’assenza di una efficace azione a sua tutela e alle gravissime carenze della politica edilizia e urbanistica degli ultimi 60 anni” come ha spiegato Elisabetta Zamparutti in apertura della conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la Sala Stampa della Camera. el testo della mozione si legge che «il patrimonio italiano, censito al 31 dicembre 2008 consta di circa 64 milioni di unità immobiliari, di cui la metà, vale a dire 32 milioni, di unità abitative, corrispondenti ad una superficie lorda di quasi 3,7 miliardi di metri quadrati. Rispetto alla popolazione residente, il dato fa evincere che in Italia la media di sola superficie abitativa disponibile per ciascuna persona è pari a 62,1 metri quadrati». Dati forniti dal direttore dell’Agenzia del territorio, nel corso di una audizione dello scorso ottobre in Commissione ambiente della Camera, e che indicano che l’Italia è al primo posto in Europa per disponibilità di abitazioni, con circa 26 milioni di abitazioni (di cui il 20 per cento non occupate), corrispondenti a un valore medio di 2 vani a persona. Sulla qualità del patrimonio abitativo- non bastassero gli episodi di cronaca recente- sono i dati del Cresme che mettono in evidenza, come si legge nel testo della mozione, «la situazione difficile in cui versano l’intero territorio nazionale e quello meridionale, in particolare da un punto di vista sismico ed idrogeologico con, ad esempio, ben 25mila scuole sottoposte a elevato rischio sismico», mentre «3.458 sono le strutture scolastiche costruite in zone ad alto rischio idrogeologico (alluvioni o frane), strutture in cui vivono oltre quattro milioni e mezzo di persone fra studenti, insegnanti e altri lavoratori». Una situazione che necessita di interventi urgenti che nella mozione vengono individuati nella «rottamazione» degli immobili privi di qualità, non antisismici e ubicati in aree noti idonee; nella messa in sicurezza del territorio e l’implementazione di efficaci forme di monitoraggio e gestione dei rischi che contraddistinguono strutturalmente il nostro Paese; nel rafforzamento delle forme di tutela delle aree e dei beni finalizzate alla conservazione dell’ambiente, dell’ecosistema e delle sue componenti primarie, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico; nell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.
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