
Con qualche giorno di anticipo le balene sono tornate a Lampedusa. I cetacei quest’anno, oltre ad anticipare il passaggio – lo scorso anno sono state avvistate verso metà marzo – hanno anche deciso di passare “rasentando” l’isola così da offrire a quanti ne hanno la possibilità, e ieri noi ce l’abbiamo avuta, di poter vivere uno spettacolo galvanizzante, da lasciare proprio col fiato sospeso. A dire il vero, i grossi cetacei, (tra quelli avvistati vi erano esemplari lunghi oltre 20 metri che possono raggiungere un peso di 50 tonnellate) nonostante la loro mastodontica mole, non possono scegliere il tragitto da percorrere per arrivare a destinazione nel Santuario dei cetacei, in Liguria, sono infatti costretti a seguire i branchi di krill, i piccoli gamberetti dei quali sono ghiotti e piccoli pesci, alimenti questi che si spostano trascinati dalla corrente. A occuparsi del passaggio di questi giganti del mare, come ogni anno, ci sono gli operatori dell’area marina protetta “Isole Pelagie. “Quest’anno le balenottere stanno passando a meno di un miglio distanti dall’isola – dice il direttore Peppino Sorrentino – proprio in prossimità dell’area marina; questo, oltre a facilitarci le operazioni di monitoraggio, ci offre anche un ulteriore stimolo per far si che sull’isola ci si organizzi meglio, affinché quello che la natura ci offre possa diventare risorsa anche per gli uomini. Spettacoli come il passaggio delle balene, o gli incontri in mare aperto con delfini o tartarughe nelle isole Pelagie sono ancora possibili da vedersi, naturalmente occorre recarsi nei luoghi d’incontro a seguito di personale qualificato, addestrato per non arrecare danni e disturbare gli animali. Al momento – conclude Sorrentino – tra gli esemplari di grosse dimensioni sono stati avvistati anche alcuni cuccioli di balena, questo lascia ben sperare, sul futuro di questa specie in via d’estinzione. Intanto e fino a quando ne avremo l’opportunità continueremo a monitorare il passaggio.”
Calogero Maria Sparma
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