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Appello ai preti a moderare le modalità dei festeggiamenti

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In data 23 febbraio,  ad un mese dalla tragedia che ha colpito la famiglia Bellavia, mons. Francesco Montenegro, ha consegnato ai presbiteri di Favara una lettera che è stata riportata dal sito dell’Amico del Popolo integralmente e che noi riportiamo oggi per i nostri utenti ritenendo che vista l’importanza collettava della notizia, debba avere un bacino di lettori quanto più vasto possibile

Carissimi,
a distanza di un mese non diminuisce il dolore e non si cancellano le immagini dei cadaveri di Marianna e di Maria Pia, che vengono estratte dalle macerie. E il pensiero va naturalmente ai genitori e a Giovanni che si sono visti privati degli affetti e della casa.
Tutti si sono sentiti colpiti da questo lutto. Noi cristiani, in modo particolare, oltre che sentirci privati della presenza delle due sorelle che appartenevano alla nostra comunità ed essere vicini con la preghiera, ci sentiamo interrogati e provocati dalla loro morte e da questa disgrazia.
Se due creature muoiono così, senza loro colpa, niente può restare come prima. Per questo mi permetto dire a voi e alle vostre comunità quanto ho già detto al Consiglio Pastorale Cittadino.
Ritengo che in questo anno, avvicinandosi la stagione delle feste patronali, sia opportuno pensare già da ora a come moderare le modalità dei festeggiamenti. Ricordando che “la gloria di Dio è l’uomo vivente”, ogni comunità si interroghi sul come vivere la propria festa. Anzi, sarà bene se insieme, voi parroci e i vostri consigli pastorali, concordiate un modo comune di programmare i festeggiamenti dei Patroni parrocchiali. Questo per evitare confronti spiacevoli, ma soprattutto per dare un segno di comunione – richiesto dalla solidarietà con chi soffre -  alla città tutta.
Mi permetto suggerire, poi, che quanto verrà risparmiato, evitando le superflue esteriorità, potrebbe essere messo in comune e diventare un segno concreto per la realizzazione di un servizio di carità o altro che si ritiene necessario nella città.
Non penso di chiedere l’impossibile ma solo invitarvi a vivere quanto siamo soliti comportarci nelle nostre famiglie, quando sono colpite da qualche disgrazia. E fare chiesa è essere una grande famiglia che si regge sulle regole delle piccole famiglie.
Sono certo della vostra attenzione, comprensione e condivisione.
Dico a voi e alle vostre comunità la mia gratitudine. Vi seguo con la preghiera e l’affetto.
Dio vi benedica.
+ Francesco Montenegro

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Scritto da Redazione on mar 5th, 2010 e catalogato in Ad alta voce. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.

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