Con doloroso silenzio ho seguito il travaglio politico-amministrativo del post 23 gennaio 2010. A quasi un mese e mezzo dalla tragedia che ha scosso le coscienze dell’intera nazione, le risposte che la politica, le istituzioni, il governo del territorio, hanno messo in campo, appaiano deboli, esasperatamente lente, confuse, contraddittorie e per certi versi e in certi settori di sfacciata inconsapevolezza del gravissimo livello di emergenza che abbiamo raggiunto.
Per non farci mancare niente in questa fase abbiamo registrato anche il feroce, inaudito e gravissimo attacco di alcuni studenti dell’Ambrosini alle forze dell’ordine, che ha riportano, ancora in negativo, alla ribalta nazionale la nostra città.
Se questi due fatti eclatanti, non ci fanno rendere conto della straripante gravità dell’emergenza Favara, vuol dire che siamo ancora proiettati al perverso gioco di nascondere e minimizzare la drammaticità dei fatti, “calati juncu ca passa la china”, ma dopo la piena restano le macerie.
In giro, anche dopo il nefasto evento, si sono registrate striscianti azioni di posizionamento finalizzate alla costituzione di alleanze per il post Russello, che di fatto hanno condizionato la soluzione della crisi e hanno privato la città di un governo stabile ed autorevole.
Voglio sottrarmi, per impegno assunto all’indomani del 23 Gennaio, alla facile polemica sulle divisione e sul fallimento del centrodestra, oggi il tema è un altro, quale contributo ogni singolo dirigente, ogni forza politica, la Chiesa, l’associazionismo e la società attività dà per risalire la china?
In questo senso, penso che ora, come non mai, c’è bisogno dell’apporto sinergico e unitario di tutte le forze sane della città, che con determinazione, senza calcolo di parte, concorrano al superamento dell’emergenza. Occorre che la politica faccia i conti con le proprie responsabilità e con umiltà, impegno dia con immediatezza un governo autorevole, forte, competente e di alto profilo istituzionale, in grado di rassicurare i favaresi.
Per queste ragioni concordo con la proposta dell’on. Bosco sulla Giunta di salute pubblica, che ritengo l’unica soluzione possibile in grado di dare respiro alla città.
Non si tratta di alchimie politiche ma dell’assunzione straordinaria di responsabilità collettiva in grado di mettersi alle spalle l’altalena di eterogenei quadri politici, l’esasperante conflittualità pregressa e mettere in moto azioni in grado di gestire la complessità degli interventi di riqualificazione, la sfida dei finanziamenti europei, l’aggressione alla povertà dilagante, la riorganizzazione della burocrazia comunale, il contrasto alla criminalità e alla mafia, la pianificazione innovativa e strategica e gli assi di sviluppo della città.
Invito Russello ad una seria riflessione e ad un atto di coraggio , perché ritengo che altre soluzioni non ci porteranno oltre le macerie.
Questa non è una posizione personale, anche se in assenza di formale decisione di partito, può essere considerata la proposta del PD, già espressa dal capogruppo Sferrazza è patrimonio comune di consiglieri comunali e molti dirigenti.
Lorenzo Airò
Commenti chiusi