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L’Arcivescovo: “Abolire feste religiose dove si contano omicidi”

Francesco Montenegro

Francesco Montenegro

La Chiesa è stata “a volte troppo timida” di fronte alla mafia, ed è ora di scelte coraggiose per il Sud, per fare in modo che il documento della Cei sul Mezzogiorno non finisca sugli scaffali, come quello di 20 anni fa. Lo affermano tre vescovi del Mezzogiorno intervistati da Famiglia Cristiana. Tra questi, l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, che propone di “abolire ogni festa religiosa nei paesi dove si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto – dice – se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l’unica ammessa”. “La nostra gente deve tornare a essere protagonista, e si diventa protagonisti con il voto e con volti nuovi”, ha osservato il vescovo di Locri, mons. Giuseppe Morosini, e forse “bisognava essere più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida”.Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà, avremo fallito”, ha osservato il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che teme una Chiesa “icona dell’antimafia”, che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità. “Non siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda” anche nella Chiesa – ha aggiunto – e occorre riflettere “anche nelle nostre comunita” sul senso della “parola terribile” citata nel documento Cei sul Mezzogiorno: ‘collusionè. Insomma, servono segnali concreti, azioni dimostrative: “Ogni comunità – propone Mogavero – scelga un argomento in relazione alla situazione dle proprio territorio e agisca: pizzo, usura, corruzione della politica, mafia devota che offre soldi per le feste popolari”. Essendo pronti a “pagare di persona”.



Scritto da Redazione on mar 9th, 2010 e catalogato in Agrigento, Cronaca, Photo Gallery, Provincia. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.



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