Giuseppe De Francisci presidente del Gruppo consiliare del Movimento Per L’Autonomia, è intervenuto sulla proposta di Regolamento per gli interventi di assistenza sociale e per i servizi previsti dal Servizio Sociale Professionale, presentando 30 emendamenti correttivi. “La proposta di Regolamento pervenutaci dal Settore Solidarietà Sociale è la chiara e palese dimostrazione del mal funzionamento politico e gestionale del Settore, infatti siamo in presenza di una tematica di particolare importanza e arriva alla nostra attenzione una proposta di regolamento, che vorrei ricordare, risulta essere norma vincolante per il territorio comunale, farcita di principi generali, senza l’indicazione di obiettivi specifici, di definizione dei servizi erogati, dei limiti di accessibilità e delle figure professionali utilizzate. Inoltre da un primo studio che io stesso ho effettuato, si nota uno sbilanciamento tra progettazione esecutiva e progettazione di massima, con eccessiva puntualizzazione del ruolo dello psicologo e sociologo a danno di quello dell’assistente sociale che per legge è la figura principale per il funzionamento del Servizio Sociale Professionale. Appare evidente – sottolinea De Francisci- considerata la totale inerzia dell’assessore Daina, che è al totale “servizio” dell’organo di gestione, che sia necessario intervenire con forza affinché questo importantissimo strumento normativo dia risultati e raggiunga obiettivi certi sul territorio. Nel merito posso dichiarare che gli emendamenti in questione vanno a proporre all’Aula Consiliare una serie di aggiustamenti che danno certezza all’utente che si rivolge al Servizio Sociale Professionale e ripristinano la corretta funzione dell’Assistente Sociale. Ritengo che non si possa permettere a nessun “piccolo” burocrate di turno di sostituirsi all’organo politico, scelto elettivamente dal popolo sovrano, nelle decisioni politico amministrative per le esigenze e lo sviluppo del territorio, se l’amministrazione attiva con in testa il Sindaco, se ne fregano o non curano questi principi elementari di programmazione politica, abbiano il coraggio di andarsene a casa”.
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