Emergono nuovi retroscena nella vicenda del portellone d’imbarco del traghetto Palladio, staccatosi sabato sera e caduto in mare a pochi metri dalla banchina del porto empedoclino. L’indagine condotta parallelamente dalla Capitaneria agli ordini del comandante Vito Ciringione e dal Rina di Palermo, con la collaborazione della stessa Siremar, sta dando in primi risultati. Preso atto che a innescare il cedimento strutturale sia stato uno dei cavi metallici che consentono la discesa e la salita del portellone durante le manovre di attracco e partenza ci si è chiesto perché questo stesso cavo si sia tranciato. La fune metallica era stata controllata accuratamente lo scorso settembre. Dai rilievi tecnici prende corpo la possibilità che a sfilettare il cavo fino a pregiudicarne la forza possa essere stata una puleggia. Una sorta di rotella che consente al cavo di scorre e che, a occhio e croce, potrebbe averlo tagliato piano piano.
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