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I cumuli di spazzatura diventano set fotografico

immondiziaTra le strade e i quartieri di Palermo i cumuli di rifiuti hanno fatto da sfondo agli scatti realizzati ad alcune modelle e modelli. Fotogrammi dal degrado realizzati da ‘Matframat’, un sodalizio artistico nato dall’incontro tra la fotografa Matilde Incorpora, la stilista Francesca Catania e la modella Matilde Caruso.

Insieme hanno realizzato ‘Aziza Munniza’, il 1/o di una serie di reportage per richiamare l’attenzione sulle emergenze. La mostra sara’ inaugurata il 16 a Palazzo Fatta. (Ansa)



Scritto da Redazione on mar 11th, 2010 e catalogato in Caleidoscopio. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.



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1 Risposta per “I cumuli di spazzatura diventano set fotografico”

  1. Arch.Vito Prato scrive:

    Guardando la spazzatura che noi cittadini produciamo accumulata da giorni mi viene di parafrasare qualcosa da dedicare ai responsabili che dovrebbero evitare queste assurde situazioni.

    Inanzitutto bisogna essere solidali con gli operatori ecologici che da circa sessanta giorni hanno lavorato con la prospettive di riuscire a prendere le mensilità di gennaio e febbraio 2010.
    Loro non hanno colpe.

    Visto che c’è una tarantella di accuse e contraccuse vorrei dedicare a questi illustri Signori di comanda un mio pensiero diretto a tutti in modo che con il lume della ragione atterrano sul Pianeta Terra e gestiondo la cosa pubblica con l’ordinaria amministrazione evitano lo spettacolo che attualmente si vede per le strade e principalmente che si ricordino di far arrivare, tramite gli accrediti alle imprese gli stipendi, ai lavoratori.

    MATERIA
    Siamo dei cani randagi
    assetati di luride cose.
    Stiamo nel gruppo per
    avvertire il senso di apppartenenza delle cose,
    ma restiamo coilvolti nel nostro grado di forza.
    Siamo esseri senza specie,
    ma animali diversi,
    siamo una forza di prodotto notevole,
    ma restiamo unici nel nostro vestire,
    ci differenziamo nell’essere, pensiamo di essrci, si pensa…
    alla fine di non pensarci,
    si diventa cani randagi
    in cerca di luride cose
    dimenticandoci di essere vivi

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