Concessionaria Guadagni

C’è una Sicilia a tre velocità

vincitore-perdenteSe c’è un’Italia a due velocità, c’è una Sicilia a tre velocità. L’ultima, la più lenta, è quella della provincia di Agrigento, che non a caso chiude tutte le classifiche nazionali. Se consideriamo i processi di sviluppo, anche in questo periodo di crisi, Agrigento e il suo hinterland scontano più che in altre aree dell’isola un’arretratezza infrastrutturale, economica e sociale che non ha pari nel vecchio Continente. Siamo i bulgari o i rumeni degli anni Ottanta, e perfino i Paesi maghrebini sono pronti al sorpasso in un Mediterraneo in cui avremmo dovuto essere protagonisti incontrastati. In tutto questo, i Governi nazionale e regionale pare che non resistano alla tentazione di fare figli e figliastri. Figlia prediletta è l’area Catania-Siracusa-Ragusa (con flussi benefici verso Messina e Enna), figlio legittimo il cuneo Palermo- Trapani. Poi ci siamo noi, i figliastri di una società che tende ad aggrapparsi coi denti ad un’economia in declino, e decide chi deve lasciar affogare nel pantano del degrado e della povertà.
E’ ora di alzare la testa. Se chi ci rappresenta in politica e nel mondo del lavoro non ha il peso, la caratura, la capacità, il carisma, la forza e soprattutto se non ha la volontà, dobbiamo farlo noi cittadini. I comitati, le associazioni, gli ordini professionali, le parrocchie… Ieri una notizia: raddoppio ferroviario della Cefalù-Patti. Ma ve l’immaginate? Di che stiamo parlando? Per andare da Palermo ad Agrigento ci vogliono due ore. Per andare a Catania, un tempo interminabile. Però da Patti partirà un treno superveloce. Qual è il nostro peso? Che cosa contiamo noi per il ministro Matteoli o per questo Governo regionale? E se decidessimo davvero di credere in un progetto aeroporto, qual è il business plan, qual è la prospettiva di gestione? Appena comincia a divenire un po’ più concreta la possibilità di uno scalo aeroportuale a Licata, subito c’è la levata di scudi di Comiso e di Trapani: perderebbero un notevole bacino di viaggiatori, che garantiscono ai loro traballanti business plan di stare in piedi. Ci stanno davvero aiutando in questo progetto, i Governi regionale e nazionale, o ci stanno affossando, tirandoci un altro tiro mancino?
Agrigento ha bisogno di scelte più razionali. Occorre dare l’addio subito alle politiche dell’ approssimazione e dell’inciucio. Non c’è più spazio per gli accattoni dei contributi statali, europei, nazionali. Bisogna avere programmi certi, finalizzare i progetti, destinare in modo certo la spesa.
Chi ha ruolo, deve una volta tanto mettersi a lavorare davvero. Lo sappiamo, è dura lavorare sul serio per chi non è abituato. Ma dev’essere chiaro a tutti che siamo già fuori tempo massimo.

masse_rotazione

Condividi su Facebook

Scritto da Redazione on mar 12th, 2010 e catalogato in EDITORIALE, Politica. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.

Commenti chiusi