“Il Prefetto chiami tutti gli attori di questa tragica rappresentazione ad un tavolo per trovare velocemente la soluzione a questa crisi”. E’ quanto chiedono Buscemi, Stella e Manganella, di Fp-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti per il superamento dell’emergenza rifiuti. “La mancanza di senso di responsabilità da parte di chi ha sfiduciato l’Amministratore Unico della Gesa AG2 e lo ha costretto alle dimissioni, non si ferma neanche di fronte al disastro che si sta determinando per la mancanza di una guida esperta che si era perfettamente resa conto dopo otto mesi alla guida della Società d’Ambito dell’estrema fragilità del sistema e della necessità di interventi radicali a cominciare dal nuovo appalto” affermano i sindacalisti e aggiungono: “L’astensione dal lavoro degli addetti alla raccolta dei Rifiuti solidi urbani in questa forma che non rispetta le regole è stata dalle organizzazioni sindacali non condivisa e stigmatizzata; purtroppo alle nostre continue richieste di cercare e trovare una soluzione alla crisi finanziaria, che avevano indotto l’avvocato Francesco Truglio ad impegnarsi di persona e selezionare una banca disposta a finanziare la Gesa, non sono seguiti atti di distensione e ricerca di percorsi condivisi, facendo partecipare anche le Aziende, rasserenando il clima e dando una speranza ai tanti lavoratori che alla fine del mese di febbraio 2010 hanno maturato due mensilità non pagate. Altro che conferenze stampa – sottolineano i sindacalisti – e ricorso alla protezione civile o al genio militare: chi continua a fomentare divisioni, non preoccupandosi che il 16 marzo scade il contratto di appalto, senza che sia pronto un nuovo contratto, aiuta solo al dispiegarsi di proroghe infinite, non finalizzate all’obiettivo della raccolta differenziata e progressivamente porta a porta affossando e distruggendo quanto di buono si è fatto fino a poche giorni fa. Invitiamo tutti quanti – concludono Buscemi, Stella e Manganella – a non prendersela con i lavoratori che pur sbagliando non sono i responsabili di questo stato di cose”.
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