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Evviva la crisi!

Stangata su manager e banchieri che eccedono il triplo della retribuzione, su bonus, premi, indennità ed auto blu, su tutti gli stipendi tra i 90 e i 130 mila euro, tagli sulle province inutili, sui partiti, soppressione di Ispel, Ipost, Ipsema, Isae, Ice, e altri enti dalle sigle impronunciabili, lotta dura all’evasione, caccia ai falsi invalidi. Sono alcune delle misure della manovra approvata dal consiglio dei ministri. Se non fosse per il congelamento degli insegnanti di sostegno, per una sforbiciata limitata soltanto al 10% degli stipendi dei ricchi, per i sacrifici ulteriori che si chiedono a tutti i dipendenti, pubblici e privati e ai pensionati, per lo zero che viene destinato agli investimenti per il Mezzogiorno, per la chiusura dei fondi Fas per difficoltà di “cassa”, e per il niente che c’è per aiutare le economie più deboli, verrebbe da dire: evviva la crisi.

Se non è vero che “anche i ricchi piangono”, che almeno vengano loro gli occhi lucidi, che facciano una rinuncia, che comprendano che la festa è finita o sta per finire. Qualche yatch in meno, qualche vacanza ai Caraibi in meno, qualche appartamento in centro in meno.

Quanti precari della scuola, vincitori di concorso da 15-20 anni, rimaranno senza nemmeno una supplenza il prossimo anno? Quanti lavoratori saranno ancora messi part-time o licenziati? Quante piccole e micro imprese chiuderanno? Quanti appelli, quante richieste di aiuto finiranno inascoltati?

L’instabilità politica determinata da una provincia che annuncia rimpasti senza eseguirli, da un Governo regionale appeso al filo delle vicende giudiziarie annunciate su Lombardo, e il caos determinato dalla spaccatura del Pdl, diviso nelle grandi strategie e unito quando si tratta di mere opportunità elettorali, e dalla fragilità di un Pd sempre più scoperto nella sua debolezza non creano alcuna condizione positiva perché ci siano buona politica e buona amministrazione. Se ad Agrigento succede che si raccolgano i soldi per pagare un funerale, se famiglie di impiegati non riescono più a pagare l’affitto o la rata del mutuo, se in banca arrivano clienti che chiedono a bassa voce al cassiere 50 euro perché devono passare una visita medica, vuol dire che possiamo ancora far finta di non vedere, ma il peggio è già in atto. Chi ci ha reso così, ed ha il conto in banca che ride e ville lussose e appartamenti eleganti, guadagnati coi voti di questa nostra gente, dovrebbe almeno arrossire d’imbarazzo.



Scritto da Redazione on mag 26th, 2010 e catalogato in EDITORIALE. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.



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