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Chi è Giuseppe Falsone

Giuseppe Falsone, 40 anni, di Campobello di Licata è considerato il capo di cosa nostra agrigentina, assieme all’empedoclino Gerlandino Messina, anch’egli latitante. Falzone era nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia e del Ministero dell’Interno. Giuseppe Falsone è il figlio di Vincenzo Falzone l’indiscusso capo mafioso di Campobello di Licata per molti anni. Vincenzo Falsone era collegato a capi mafiosi come Giuseppe Setticasi, Carmelo Colletti e Giuseppe Di Caro. Il 24 giugno del 1991, Vincenzo Falzone ed il figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe, furono uccisi dalla Stidda, durante una guerra con le famiglie di Cosa Nostra. Giuseppe prese il controllo della famiglia mafiosa quando non aveva ancora 21 anni. Per rappresaglia Falsone uccise Salvatore Ingaglio, responsabile dell’assassinio del padre e del fratello. Falsone è latitante dal gennaio 1999. È ricercato dal 1999 per associazione di tipo mafioso, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In un incontro tra le famiglie mafiose di Agrigento il 14 luglio del 2002 a Santa Margherita Belice si pensa che i capi mafiosi abbiano nominato un nuovo capo provincia dopo l’arresto di Calogero Di Caro, il capo da Canicattì. Il capo dei capi Bernardo Provenzano appoggiò Falsone, mentre il suo rivale Maurizio Di Gati fu appoggiato da Antonino Giuffrè. La polizia interruppe l’incontro. Di Gati riuscì a scappare prima dell’irruzione ma non divenne capo provincia a causa dell’arresto di Giuffrè e dell’opposizione di Provenzano. Cesare Lombardozzi, capo della mafia di Agrigento, presumibilmente facilitò la transizione.I principali interessi criminali di Falsone sono le estorsioni ed i contratti nei lavori pubblici. Nel luglio 2004 beni del valore di 2 milioni di euro sono stati confiscati dalla polizia, tra cui beni immobiliari, 100 ettari di terreni agricoli, un’industria vinicola e delle compagnie di trasporto. La madre, la sorella ed il fratello di Falsone sono stati arrestati. Nei pizzini di Bernardo Provengano Falsone è indicato con il numero 28. Appena tre mesi fa, nell’ambito dell’operazione antimafia ‘Apocalisse’, i carabinieri di Agrigento e di Palermo hanno sequestrato beni e società riconducibili al boss Falsone per circa 30 milioni di euro. Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito anche dalla latitanza grossi interessi in diversi settori. Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre al processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa nostra. Falsone soprannominato il “ragioniere”, “gira rigorosamente armato, non si separa mai da palmare e pc portatile. E nella ventiquattrore porta la bibbia e testi di filosofia”, ha anche raccontato Sardino che era stato braccio destro e vivandiere di Falsone.

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Scritto da on giu 25th, 2010 e catalogato in Agrigento, Cronaca, Photo Gallery. Commenti e pings sono chiusi.



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