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Falsone appassionato d’informatica. La foto del suo arresto

Per sfuggire alla cattura si era sottoposto ad alcuni interventi di chirurgia plastica. Capelli tirati a lucido e tinti. Viveva in una zona della Marsiglia bene, in un monolocale di 20 metri quadri con soppalco, con zona letto e zona studio, preso in affitto e dotato di numerosissimi strumenti informatici. L’ex superlatitante Giuseppe Falsone catturato ieri davanti casa, e’ un appassionato di informatica ed elettronica. Possdeva un computer e si collegava in particolare con due siti di informazione su internet: quello del ‘Giornale di Sicilia’ e del giornale agrigentino Grandangolo’. In questo modo Falsone si teneva ‘aggiornato’ su quanto accadeva in Sicilia e, in particolare nell’agrigentino. Le fasi che hanno portato all’arresto del capo di cosa nostra agrigentina sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Palermo, a cui hanno preso parte il questore di Agrigento Girolamo Di Fazio, il dirigente dello Sco Antonio De Santis e il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. Temeva un tradimento in terra di Agrigento. Ed ecco la decisione di lasciare le campagne della sua latitanza andare all’estero e sfuggire alle maglie della giustizia. Ma non è bastato. Stava rientrando a casa dopo aver fatto la spesa come un comune cittadino. Così è stato catturato l’ex primula rossa di Campobello di Licata. Aveva documenti falsi e quando è stato fermato dai poliziotti ha negato più volte di essere il latitante più importante di Sicilia dopo Matteo Messina Denaro. Per avere la conferma definitiva i poliziotti lo hanno sottoposto ai rilievi dattiloscopici: le impronte confrontate con quelle che c’erano in archivio hanno dato esito positivo.

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Scritto da on giu 26th, 2010 e catalogato in Agrigento, Cronaca, Provincia. Commenti e pings sono chiusi.



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