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Le vacanze agrigentine di Gaetano Aronica

Una soleggiata e calda mattina di agosto accompagna l’incontro con Gaetano Aronica che ci apre le porte della sua villa, ma non solo: anche quelle della sua anima.

Tra le scorribande dei suoi splendidi e vispi gemelli, scopriamo che il nostro concittadino, ai vertici del teatro e del cinema, è un padre dolce e paziente che dedica i pochi giorni di vacanza ai suoi figli, alla sua famiglia e alla sua città in cui si sente come dice lui stesso “fortemente radicato”e da cui non ha mai tagliato il cordone ombelicale.

Reduce del grandioso successo di Bàaria, ci racconta, seduti su un comodo divanetto in vimini davanti ad una bibita fresca, il primo incontro con il maestro Giuseppe Tornatore, che ha segnato profondamente la sua carriera. “Nel 1998 facevo solo teatro – ci dice – il cinema era lontano dai miei pensieri, in quel periodo ero preso da una storia d’amore molto importante ed intensa”. Ma non si può sfuggire al destino, partecipa al casting ed ottiene il primo contratto cinematografico; “Malena” è il film che lo fa conoscere al pubblico più di quanto non avesse fatto il teatro. Da allora in poi non si ferma un attimo fa numerose fiction tra cui “squadra antimafia”, interpreta egregiamente il giudice Borsellino, Aldo Moro, ecc. Ma il legame forte che si è instaurato con Tornatore non si allenta tanto è vero che lo contatta per Bàaria. “Essere richiamato dal Maestro è cosa assai rara -  confessa -; Tornatore non ama riproporre gli stessi attori nei suoi film”. Ma Gaetano, con il suo viso intenso, ha stregato anche il noto regista per questo lo ritroviamo sul grande schermo nell’ultimo capolavoro di Tornatore, in cui ricopre il commovente ruolo del padre del protagonista. Parla a ruota libera di aneddoti avvenuti sul set e di come è lavorare con Tornatore, dice in proposito: “Giuseppe ti strappa il cuore, e lo mette in scena”, operazione che avviene con una fatica emotiva non indifferente.

Ma Gaetano Aronica proviene dalla polvere del teatro: “Sono figlio del palcoscenico” dice.  E racconta con orgoglio l’esperienza che sta facendo in giro per i migliori teatri italiani con “Il giorno della civetta” che lo vede impegnato nel duplice ruolo di attore e scrittore; è suo infatti l’adattamento teatrale del celebre romanzo di Leonardo Sciascia. “A me non basta leggere i copioni ed interpretare le scene – afferma con un pizzico di orgoglio – ma anche scriverle; De Andrè diceva che chi scrive dopo i 18 anni o è un poeta o è un cretino: spero di non appartenere alla seconda categoria-  scherza – ma forse non appartengo neanche alla prima. Ho sempre scritto sin da piccolo, ho messo semplicemente a frutto una passione”.  Ci mostra con orgoglio il suo libro, di cui ci fa dono con tanto di dedica: riadattamento che ha riscosso consensi unanimi tra importanti “addetti ai lavori” tra cui Dacia Maraini.

Ma Gaetano Aronica non si culla sugli allori. Mostra infatti in anteprima il nuovo adattamento teatrale “profumo di donna” tratto dal libro “il buio e il miele”.

Scopriamo un artista a 360° ( da piccolo voleva anche imparare a ballare n.d.r.) che ha ottenuto il successo con fatica e merito, nonostante l’opinione contraria dei suoi familiari ed amici. “Non ho cambiato il mio modo di essere schivo e riservato – si racconta – vivo in campagna, rifuggo la vita mondana, amo quando la gente mi riconosce per starda non per ciò che rappresento ma per quello che ho trasmesso loro con le mie interpretazioni”.

Quando gli chiediamo i suoi prossimi impegni, dice che dal 27 agosto all’1 settembre sarà in Calabria. “ A sorpresa un gruppo di studiosi dello spettacolo, mi hanno insignito del titolo ‘attore del Mediterraneo’. Per questo mi ritroverò tra qualche settimana ad intrattenere migliaia di studenti provenienti da varie parti del bacino del Mediterraneo, parlando di cultura spettacolo ma anche del significato che assume per un attore siciliano, lasciare la propria terra e raccontarla”.

Tito e Viola, gli splendidi gemelli, reclamano il suo papà che ha promesso di portarli al mare. Non ci resta che chiedere quando i suoi concittadini potranno godere della sua presenza e del suo talento; è triste apprendere che “ Il giorno della civetta” non è inserito nel cartellone della nuova stagione del teatro Pirandello. “Nemo propheta in patria”

Marcella Lattuca




Scritto da Redazione on ago 18th, 2010 e catalogato in Rubriche. Puoi seguire i commenti attraverso il feed RSS 2.0. Commenti e pings sono chiusi.



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