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Lillo Miccichè su arresto dei due giovani sorpresi a rubare carciofi

In merito all’arresto dei due giovani agrigentini, sorpresi a rubare carciofi, interviene Calogero Miccichè, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Agrigento. Nelle mie ricerche storiche presso l’ archivio di Stato di Palermo ho letto che ad Agrigento come altrove, dal XVI al XIX secolo , venivano tenuti in carcere moltissime persone, e lì spesso morivano, perché sorpresi a rubare negli orti e nelle campagne dei feudatari , ovviamente si trattava di tempi in cui uomini e donne fuori dall’arcaico ciclo produttivo morivano letteralmente di fame. Chi usciva vivo da quegli orrendi luoghi di detenzione certamente non si poneva un problema di morale ma di come poteva continuare a sopravvivere senza alimenti.Nella nostra epoca e con il progresso sociale generalizzato si crede che fatti simili siano irripetibili, purtroppo con amarezza tutti noi dobbiamo ricrederci, anzi possiamo affermare di entrati nel nuovo medio evo. Un succinto articolo pubblicato sui giornali ci sveglia riportandoci con i piedi per terra informandoci che fatti di questo genere ancora oggi si ripetono, infatti la notizia riguarda due giovani agrigentini, con tanto di nome e cognome, che sono stati arresti l’altro ieri perché sorpresi a rubare 10 chili di carciofi, non roba voluttuosa, ma una trentina di carciofi che sfogliati potranno pesare più o meno 3 o 4 chili, divisi per due famiglie saranno circa un chilo e mezzo per famiglia, nemmeno sufficiente per un pranzo di soli carciofi complessivamente per 4 o 5 persone. Questa è notizia che ci dovrebbe far vergognare come comunità tutta perché non si riesce a garantire la sussistenza alimentare di famiglie che non arrivano a soddisfare l’elementare diritto agli alimenti primari per vivere. Oggi chi viene arrestato per tali reati magari al processo, probabilmente, il giudice li assolverà giustificando il loro gesto perchè indotti a delinquere dallo stato di totale indigenza, come per i piccoli furti nei supermercati, ma il rischio è che tali soggetti, marchiati dall’osteggiamento razzistico dell’opinione pubblica, non troveranno facile inserimento lavorativo, e non saranno aiutati nemmeno dalle pubbliche istituzioni non provvedendo alla loro sussistenza magari attraverso il reddito minimo garantito che già esiste in molti stati europei e che viene mantenuto nonostante l’attuale crisi economica. Invece nel nostro paese il nuovo governo sostenuto dal pd, pdl e terzo polo non ci pensa proprio ad istituire tale provvedimento magari in cambio di lavori socialmente utili. La mia preoccupazione è che siamo entrati realmente nel medio evo perciò, visti i fenomeni di piccoli furti, segno della crescente miseria economica nonostante gli sforzi delle organizzazioni del volontariato civile, della caritas , mensa della solidarietà e delle parrocchie, lo Stato , in ossequio alla nostra Costituzione democratica e repubblicana , dovrebbe affrontare ciò con i mezzi appropriati rimuovendo tale stato di cose. L’indigenza di una sempre più crescente parte della popolazione non è stata frenata dal governo Berlusconi e non la frenerà il governo Monti se sono veri gli annunci dei nuovi provvedimenti. La crisi la deve pagare chi non ha mai pagato, cioè i ricchi che hanno evaso le tasse e portato i soldi all’estero.

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Scritto da on dic 3rd, 2011 e catalogato in Agrigento, i Fatti. Commenti e pings sono chiusi.



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4 Risposte per “Lillo Miccichè su arresto dei due giovani sorpresi a rubare carciofi”

  1. l'altrafacciadiagrigento scrive:

    quoto miccichè

  2. nino scrive:

    Perfettamente d’accordo con Miccichè.

  3. nino scrive:

    chi ruba ed evade milioni di euro e sempre impunito o libero,chi ruba per
    mangiare o per bisogno e’ un bandito/criminale.Ha ragione Lillo Micciche’,
    ci vuole il lavoro,cosi nessuno va a rubare carciofi o per necessita’.

  4. Un lettore scrive:

    Ti quoto e approvo il tuo articolo.
    Poi magari un pirata della strada che uccide un pedone che meriterebbe di essere linciato e buttato in galera per tutta la vita, lo lasciano libero di uccidere ancora.

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