Giovedì 26 Gennaio nella sala conferenze della Biblioteca Comunale”G.Zagarrio” di Ravanusa,ha avuto luogo il 2° ArcheoIncontro,organizzato dalla Sede di Ravanusa dell’Associazione SiciliAntica,vertente sul tema “ Dal Museo al Territorio – Il mondo del simposio nella polis di Monte Saraceno di Ravanusa “. Un folto ed attento uditorio ha seguito,con estremo interesse,la manifestazione che,dopo gli indirizzi di saluto del Presidente,Prof. Francesco Di Natali, del Vice Presidente Regionale,Ing.Giuseppe Canalella e del Presidente Regionale Arch. Giuseppe Lo Porto,è entrata nel vivo con la relazione vera e propria da parte del Prof. Francesco Di Natali. Con l’ausilio di numerose diapositive,ha trattato,con dovizia di particolari,di alcuni vasi attici,presenti nel Museo Archeologico “ S. Lauricella “ di Ravanusa, la cui iconografia evidenzia in maniera inequivocabile elementi del culto e del rito del simposio. Con chiari e continui raffronti con altri reperti presenti nei Musei Archeologici di Caltanissetta, Agrigento,Gela,Siracusa,Palermo,Lipari,Camarina e di altre località nazionali ed internazionali,con dettagliati e visibili riferimenti alle fonti letterarie antiche, Plutarco,Ateneo,Omero,Esiodo,Eubolo,Teognide,Alceo,Anacreonte,Teofrasto,Senofonte,Platone,Aristotele,Pindaro,Terpandro,Callino ed altri,si è potuto cogliere il significato delle rappresentazioni figurate poste sui tanti vasi esaminati,la simbologia sottesa, il messaggio che se ne può trarre,le vie commerciali e gli empori di smistamento del vasellame attico,in questa parte territoriale della Sicilia, nonché l’importanza dei pittori e vasai delle officine di produzione dello stesso. Pertanto le raffigurazioni simposiali ,presenti sui differenti tipi di vasi, crateri, stamnoi, anfore, oinochoai e l’esame completo e dettagliato del Cratere a campana attico a figure rosse con scena di simposio del 450-425 a.C. esposto nel Museo Archeologico di Ravanusa, venuto alla luce frammentato,nello strato di terra tra i settori A e B della necropoli di Via Olimpica ,nel corso degli scavi archeologici del 1996,ed attribuibile al pittore di Kassel, un ceramografo attico la cui produzione è molto varia nelle forme ( dipinge crateri a campana,a calice ,idrie,anfore,pelikai ed oinochoai ) ma non nella quantità, hanno introdotto i presenti alla conoscenza della destinazione rituale dei reperti esaminati e della tradizione culturale e religiosa degli abitanti della polis sul Saraceno. Sono stati,altresì,evidenziati i vari elementi tipici della rappresentazione vascolare del simposio : le klinai, la presenza di oggetti appesi sui muri della stanza come qualche canestro di vimini contenente dei cibi pronti, lo spyris,,di strumenti musicali,come l’aulòs e la lyra, o vasi, la presenza di giovani donne o giovinetti che versano il vino nelle coppe o porgono qualche strumento musicale ,di danzatrici, di auleti , suonatori e suonatrici dell’ aulòs, di etère che suonano , brindano ,giocano al kottabos ,la posizione dei simposiasti , il loro abbigliamento , il modo in cui interagiscono fra loro, chi brinda,chi beve,chi conversa,chi gioca al kottabos,chi canta e chi suona.
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