Una mozione di sfiducia al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e alla sua giunta è stata firmata da 26 parlamentari appartenenti a Pdl, Pid e Grande sud. Il documento sarà depositato oggi all’Ufficio di presidenza dell’Ars. “È indispensabile ridare alla Regione un governo ed una maggioranza adeguati alle sfide di questi anni”, ha spiegato il deputato Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all’Assemblea regionale siciliana, nel corso di una conferenza stampa. “La denuncia su tutti i mali dell’isola e sull’inadeguatezza del governo ad affrontarli – ha aggiunto – è stata, negli ultimi anni coralmente espressa da tutte le sigle sindacali, dalle organizzazioni datoriali, da tutte le rappresentanze di categoria, e in ultimo dai massicci movimenti spontanei dei cittadini, degli imprenditori in agonia, dei precari e del mondo delle associazioni. Viviamo – ha detto Leontini – una crisi che non abbiamo mai visto, abbiamo un buco finanziario che è una voragine, i lavoratori che non ce la fanno ad andare avanti, e come risponde il governatore Lombardo? Continua a dare cariche e nomine a destra e a manca”. Alla presentazione della mozione di sfiducia insieme a Leontini c’erano anche Rudy Maira del Pid e Titti Buffardeci di Grande Sud. Adesso spetterà alla conferenza dei capigruppo calendarizzare la mozione di sfiducia per i lavori d’aula.
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Quando un presidente o un sindaco ribalta la maggiorante che gli ha consentito di essere eletto, deve essere subito sfiducciato e farli pagare le spese di eventuali elezioni anticipati. Perche’ con il suo comportamento ha ritardato lo sviluppo della regione.-
Non sono d’accordo su una probabile mozione di sfiducia al Presidente della Regione Sicilia Lombardo.
Bisogna anteporre i bisogni della gente alla velleità di prendere il suo posto.
La politica, è politica quando serve a migliorare e non a distruggere e bloccare per un periodo elettorale congruo, qui bisogna assumersi la responsabilità dei problemi territoriali di ciascuna provincia.
Diversamente abbiano il coraggio di non candidarsi per la prossima elezione regionale.
Come !
A Roma si appoggia un governo tecnico per motivo di responsabilità, ed in Sicilia siamo fermi al detto, ” Levati tu, ca mi ci mettu iu.”