La 67° sagra del mandorlo in fiore e il 57° festival internazionale del folclore continuano con altri appuntamenti anche se la giornata di oggi è iniziata all’insegna della pioggia e questo , probabilemente, non permetterà ai gruppi di sfilare e ballare per le vie della città. Diverse le iniziative , primi fra tutti gli spettacoli dei gruppi internazionali e del corteo storico al palacongressi del viollaggio Mosè: il primo è in programma alle 16 , il secondo alle 21, stessa cosa per domani. Intanto, ieri pomeriggio i gruppi sono stati ricevuti dal prefetto e dal presidente della Provincia. Una consuetudine che, come ha sottolineato il Presidente D’Orsi, si ripete da diversi anni grazie all’impegno ed alla disponibilità del Sindaco di Agrigento. I rappresentanti dei gruppi con i loro costumi, riti e balli tradizionali hanno inondato di suoni e colori le stanze del Palazzo della Provincia. Dalla Serbia al Burkina Faso, dalla Russia all’Irlanda; insieme ad Agrigento per portare un messaggio di pace e di fratellanza tra i popoli. Infine lo scambio dei doni: un rituale che simboleggia il sentimento di amicizia, generosità e vicinanza tra le genti. Donare per ricevere: binomio di riconoscenza e ospitalità; metafora di apertura e disponibilità al dialogo interculturale che possa aiutare a contribuire al raggiungimento di una superiore capacità di convivenza sociale e civile tra gli uomini di diversi paesi.
“Incontrare persone di culture e religioni diverse, aiuta ad ampliare gli orizzonti del nostro pensare – ha detto D’Orsi – dal confronto, matura una crescita personale che ci proietta con slancio al di là dei nostri confini territoriali; in questa visione di insieme, ci rendiamo conto che siamo tutti molto simili: sentimenti, emozioni, gioie e sofferenze accomunano le genti di tutto il mondo. La Sagra del Mandorlo in Fiore amplifica un forte messaggio di pace, e porta solidarietà a uomini , donne e bambini piegati, ancora oggi, da guerra e fame. La provincia di Agrigento, territorio con una forte propensione all’ospitalità ed alla tolleranza, abituato nei secoli ad ospitare culture diverse, a convivere pacificamente con il vicino, parte, oggi, l’invito a rinnovare i sentimenti di pace, fratellanza e di concordia tra popoli”. Il Presidente, infine, conclude ricordando che siamo un territorio di frontiera: “In questa terra di confine, porta del Mediterraneo, approdo e speranza di migranti possa, questo sentimento, superare le frontiere dell’ostilità e della contrapposizione, e abbattere le barriere ideologiche e gli steccati culturali e religiosi che, ancora oggi, minano la pace nel mondo”.
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tt minkiate!
ma che spettacoliiiiiiiiiiiii!!!!!!!4 componenti x gruppo e poi senza orchestrina….quasi tutti con cd…avete presente i villaggi turistici…:) che vergogna