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Rifiuti/Ato Ag2 Gesa: siamo alle carte bollate

Raccolta dei rifiuti

Il segretario provinciale dell’Ugl, Roberto Migliara, ha annunciato di aver dato mandato ai legali del sindacato di preparare un decreto ingiuntivo da presentare in Tribunale nei confronti del raggruppamento di imprese che si occupa della raccolta dei rifiuti nei comuni ricadenti nelle competenze dell’Ato Ag2 Gesa. Soltanto in questo modo, secondo il sindacalista, sarà possibile recuperare gli stipendi arrestrati (febbraio e marzo) dei netturbini. Migliara ha tenuto a precisare di non avere nulla contro le imprese in questione, suggerendo a queste ultime di rivalersi – sempre con decreti ingiuntivi – sulla Gesa. Quest’ultima, a sua volta, dovrebbe poi fare la stessa cosa nei confronti dei Comuni inadempienti. Insomma, c’è il rischio concreto che la questione relativa al mancato pagamento degli stipendi dei personale delle imprese finisca davanti a un giudice. Nel frattempo, il liquidatore di Gesa, Teresa Restivo, sta facendo l’ennesima corsa contro il tempo (e contro gli ostacoli) per cercare di recuperare al più presto il denaro che consentirebbe alle imprese di pagare almeno le spettanze di febbraio, come era stato promesso ai lavoratori prima di Pasqua. Non da escludere che questo nuovo tentativo di Restivo vada a buon fine, riportando un po’ di serenità negli animi di tutti e scongiurando l’utilizzo delle carte bollate.

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Scritto da on apr 19th, 2012 e catalogato in Agrigento, Favara, i Fatti, Porto Empedocle, PRIMO PIANO, Provincia. Commenti e pings sono chiusi.



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3 Risposte per “Rifiuti/Ato Ag2 Gesa: siamo alle carte bollate”

  1. marco scrive:

    SCUSATE MA GLI ALTRI SINDACATI COSA FANNO GUARDANO……..????

  2. GARIBALDI scrive:

    Non guardano, ma sono complici il che ancora più grave.

  3. Mario scrive:

    L’ato Gesa, come tutte le imprese, quando non ce la fanno più a sostenere le spese, riducono i costi. Come mai in questo dispendiosissimo servizio non si parla di ridurre niente? Si chidono solo i soldi a questo e a quello, ma le spese restano. E’ come il Governo o il Parlamento. I cittadini devono pagara, devono differenziare, devono evitare….solo i cittadini. E l’Ato?

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