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Agrigento, sotto scorta il commissario dell’Asi

Il commissario straordinario dell’Asi di Agrigento, Alfonso Cicero, vive sotto scorta da circa un mese. Le misure di sicurezza adottate nei confronti del presidente dell’Asi nisseno, sono state prese perchè ritenuto un soggetto a rischio, dopo l’arrivo di minacce, avvertimenti e avvisi subdoli. Da quando si e’ insediato nelle tre Asi di Agrigento, Caltanissetta e Enna, sono state portate avanti delle politiche atte a ripristinare la legalita’ buttando fuori imprese colluse con la mafia. “Si tratta di azioni dirompenti” ha detto l’assessore Venturi, che ha gia’ designato Cicero alla presidenza dell’Irsap, l’istituto regionale per lo sviluppo delle Attivita’ Produttive.

 

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Scritto da on giu 10th, 2012 e catalogato in Agrigento, i Fatti, SECONDO PIANO. Commenti e pings sono chiusi.



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2 Risposte per “Agrigento, sotto scorta il commissario dell’Asi”

  1. Bibi63 scrive:

    Non intendo pronunciarmi in atti d’accusa, non è il mio compito e ne il mio dovere.
    Di questo saprà sicuramente bene accertare la veridicità l’autorità preposta, che dovrà, in tempi brevissimi, far chiarezza con assoluta imparzialità e risolutezza. Non possiamo permetterci errori e sentenze mediatiche anticipate. Non possiamo permettere però che cali, in eterno, l’ombra del sospetto; Qui bisogna subito ricominciare a sperare e a lavorare.
    Nostro DOVERE, invece, è quello di denunciare ed ostacolare, in ogni modo, l’illegalità.
    Ho vissuto in prima linea gli anni ’90, quelli della Primavera palermitana e di tangentopoli. In quegli anni la Sicilia visse un momento di forte riscatto sociale e di partecipazione attiva del popolo sulla “politica”. Tutto sembrava stesse cambiando in meglio. I politici collusi, quelli del 10% di tangente, furono deposti e messi da parte. Liste civiche tentarono d’amministrare i Nostri paesi. Grazie alle maggioranze politiche, da loro stessi manovrate, I “dormienti” volponi, iniziarono a minare le neo amministrazioni da dietro le quinte. Il risultato fu la paralisi economica del territorio (consigli comunali avversi ai sindaci) e il disaffezionamento verso le politiche di trasparenza e legalità, che tanto erano state invocate in precedenza.
    Poi la storia la conosciamo un po tutti: rappresentanti politici imposti dai partiti e votati disinteressatamente dagli elettori , un parlamento nazionale e regionale con un alto tasso di propri componenti indagati, finanziamenti pubblici cui non volere rinunciare nonostante le innumerevoli distrazioni illegali operate ( non dimentichiamoci il caso BOSSI e LUSI) e la forte pressione fiscale in atto sul Popolo, cui è stato dato da solo il mandato a pagare, l’immane crack politico economico voluto dai soliti, altri, “Poteri Forti” che hanno amministrato e continuano ad amministrare il Nostro Paese.
    E allora cosa facciamo, continuiamo a tifare per “il meglio prima” quando lavoravano tutti (solo quelli vicini al potere delle tangenti) e la gente si impiegava per come meglio portava la borsa al politico o iniziamo a tifare per un nuovo potere, condiviso dalle masse, onesto e dedito al solo miglioramento del “Nostro Prossimo” ?
    C’è bisogno che ognuno faccia la Sua parte e la smetta con il piagnisteo di eterni innocenti.
    Come ebbe a scrivere Antonio Gramsci nel lontano 1917, ma lo stesso avrebbe potuto scrivere ai giorni nostri, “ …. I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.” ……Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti …. .
    La LEGALITA’ prima di tutto e da essa che potrà trarre energica linfa lo SVILUPPO del NOSTRO TERRITORIO.

  2. girolamo carubia scrive:

    Condivido in pieno l’analisi fatta da bibi63. La rivoluzione culturale è l’unica forza che ci può liberare dai piagnistei,dall’indifferenza e da noi stessi, unici artefici ,nel bene e nel male del nostro futuro.

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