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Don Angelo Chillura scrive ai devoti di San Calò

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che don Angelo Chillula ha rivolto ai devoti di San Calogero:Carissimo amico e devoto, questa mia lettera forse ti meraviglierà, ma sento forte il desiderio di comunicare con te, anche così, scrivendoti.

Tu mi consideri uno di famiglia, mi vuoi bene, non perdi occasione per passare a trovarmi in Santuario, e mi chiedi spesso di starti vicino, soprattutto nei momenti più delicati o difficili. Sì, è proprio così: apparteniamo alla stessa famiglia, siamo figli del medesimo Padre! La tua salute, i tuoi cari, il tuo lavoro mi stanno a cuore. La tua vita mi sta a cuore. Lo sai, ma ora lascia che te lo ripeta: anch’io ti voglio bene nel Signore. E quanto! Nella mia esistenza ho cercato sempre di seguire ed imitare Gesù, di mettere in pratica i suoi insegnamenti, come li ritroviamo nei Vangeli. Così, per rimanere fedele al Dio unico – Padre, Figlio e Spirito Santo, ho lasciato la mia terra e, con altri compagni di fede, sono venuto in Sicilia, dedicandomi all’annunzio e alla pratica del Vangelo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo” dice, infatti, Gesù. Lui, Dio fatto uomo per amore, è morto in croce ed è risorto per la nostra salvezza. In Lui ho confidato, a Lui ho affidato la mia vita. Confidando in Lui ottengo la guarigione dei malati e la liberazione degli indemoniati, affidandomi a Lui provvedo il pane agli affamati e sano le ferite. Durante la pestilenza andavo di casa in casa a chiedere un pezzo di pane per

gli appestati. La gente era generosa, ma coloro che temevano il contagio mi porgevano

il pane dalle finestre o dai balconi. Oggi non c’è più la peste, ma i bisogni e le povertà sono davvero tanti. Per questo mi rivolgo a te, che mi sei devoto e che mi vuoi imitare: continua ad essere generoso! Il numero dei bisognosi e dei poveri – in questo periodo in cui la crisi economica sta danneggiando tante famiglie – aumenta drammaticamente di giorno in giorno! Il pane è alimento benedetto e bene prezioso: non gettarlo, perché non sia calpestato e poi finisca nella spazzatura. Il pane che fai benedire portalo a casa, nel vicinato, in ufficio… e condividilo come segno di fraternità e comunione; oppure fa’ in

modo di trasformarlo in gesti di solidarietà: dandone l’equivalente del prezzo in elemosina, facendo la spesa per qualche famiglia disagiata, oppure aiutatandola a pagare le spese per la luce, le medicine, l’affitto.

Guarda il colore della mia pelle. Forse ti ci sei abituato… E’ nera, perché provengo da un altro continente. Tanta gente oggi sta partendo dall’Africa e da altri paesi del mondo per motivi magari diversi dai miei, ma comunque gravi: scappa dalla morte per fame o violenza, e raggiunge quelle nazioni dove spera di avere una vita migliore, per sé e per la propria famiglia, in un sistema rispettoso delle persone, democratico. Ti chiedo di dare a questa gente la stessa accoglienza, lo stesso affetto che dai a me. Un’ultima cosa vorrei chiederti: abbi rispetto per la mia immagine, la mia statua, quando sono portato in processione. Comprendo che abbracci, baci, fazzoletti… sono modi per manifestare l’affetto che hai per me. Ma fa’ in modo che ciò avvenga in modo composto, ordinato, fraterno e sereno, senza litigi ed espressioni che offendono Dio ed il prossimo. Io, Calogero, ho voluto vivere come Gesù, essere un riflesso della sua splendida Luce, perchè solo Lui rende felici, solo Lui salva dal male, riempie di gioia e dà pace, vera e duratura. Amico mio, vivi anche tu come me, viviamo insieme come Gesù!

Grazie. Dio ti benedica.

Tuo nel Signore

San Calogero

 

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Scritto da on giu 16th, 2012 e catalogato in Agrigento, i Fatti. Commenti e pings sono chiusi.



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4 Risposte per “Don Angelo Chillura scrive ai devoti di San Calò”

  1. pietro scrive:

    Don Angelo Chillura perchè utilizzare la figura rispettosa di San Calogero per esprimere il suo pensiero ……….

  2. birtinu scrive:

    Bravo Don Angelo, negli ultimi anni si è assistito ad uno spettacolo indecoroso da parte di pseudo devoti. Anche l’anno scorso molti amaramente commentavano dicendo: “San Calò è ‘mmanu a li picciliddri”. Anche il richiamo alla carità e all’accoglienza è sicuramente gradito al nostro amato Santo Nero e soprattutto a Nosto Signore.

  3. carmelom scrive:

    Dio la benedica, parole sagge e sante!

  4. MESOROTTO scrive:

    Belle parole, peccato che saranno ascoltate solo dai veri cattolici…e di questi, dietro o sotto la Statua di San Calogero, ce ne sono veramente pochi….

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