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Intervento di Cimino alla manifestazione regionale di Grande Sud.

Intervento di Michele Cimino, Deputato all’Assemblea Regionale Sicilia alla manifestazione regionale di Grande Sud. “Ormai è nota la delusione di tutti nei confronti della classe politica attuale di cui anche noi deputati regionali e nazionali di Grande Sud facciamo parte. Delusione perché non siamo riusciti a trovare soluzioni credibili per risolvere la gravissima crisi economica in cui siamo entrati, ancora più grave per noi a causa della crisi endemica di cui storicamente ha sofferto la Sicilia e tutto il Sud. E’ ormai storicamente provato il tradimento degli uomini politici del Sud nei confronti del proprio territorio e della propria gente. Da sessant’anni la Sicilia ha dato i natali ad un’infinità di uomini politici che hanno ricoperto le più alte cariche istituzionali e governative. Ciò nonostante nessun piano incisivo è stato mai elaborato per avvicinare economicamente il sud al nord, anzi al contrario abbiamo assistito ad una continua rapina delle nostre risorse a favore dei territori del nord. Una per tutte, la vicenda dei famosi Fondi Fas, tolti alla Sicilia per essere dati agli allevatori padani per le altrettante famose quote latte, passata sotto un religioso silenzio del Presidente del Senato, senatore Schifani, del Ministro Prestigiacomo e di tutti i deputati e senatori della Repubblica eletti in Sicilia, particolarmente attenti a conservare le loro poltrone ed il loro potere.

Da quest’ultimo episodio e in questo scenario che nasce Forza del Sud, grazie all’intuizione di Gianfranco Miccichè, stanco di vedere penalizzato il nostro territorio a favore del nord. Nella vita credo che tutti abbiamo avuto il desiderio di realizzare un sogno, il sogno di Miccichè e di tutti noi che ci ritroviamo oggi qui è stato e deve continuare ad essere quello di vedere i nostri figli e tutti i giovani del Sud artefici del loro futuro nella loro terra, ma siamo anche convinti che, pur essendo stato, fino ad oggi, il Sud, ostaggio di un sistema politico-economico centrale e locale che ne ha limitato la crescita, la soluzione non è quella di piangersi addosso, ma quella di saper recuperare la parte migliore del nostro retroterra storico e culturale e, orgogliosi del nostro essere gente del Sud, saper elaborare un progetto che ci veda protagonisti.

La domanda che a questo punto viene spontanea è se in questi 2 anni di vita del nostro movimento, i deputati regionali e nazionali, i sindaci, gli assessori degli enti locali, i consiglieri comunali e provinciali che vi hanno aderito e tutti coloro che hanno ricoperto incarichi importanti all’interno del nostro partito, abbiano svolto un ruolo incisivo volto innanzi tutto a realizzare il nostro sogno per i territori del sud o abbiano invece continuato ad aspettare che qualcosa cambiasse o aspettare di fare scelte preoccupandosi di mantenere la carica politica che avevano avuto nel PDL, cioè anteporre propri interessi personali in antitesi con le finalità del nostro nuovo partito. In buona sostanza mi chiedo se hanno inteso, aderendo al nostro movimento, mettere la Sicilia prima di tutto, come il titolo del mio libro pubblicato da Mondadori recita, scritto con il solo ed unico scopo di dare pubblicità non alla mia persona ma bensì al nostro movimento, accolto invece dai miei colleghi deputati con diffidenza e nella migliore delle ipotesi ignorandolo. E’ da questo episodio, in fin dei conti insignificante, che ho capito che nessuno era disposto a pensare in grande, nell’interesse del popolo siciliano mettendo da parte gli scopi personali.

E difatti, nonostante l’impegno costante di Gianfranco Miccichè e di pochi altri, dobbiamo purtroppo registrare un sostanziale fallimento dei nostri progetti, dovuto principalmente al ruolo assente di buona parte dei nostri parlamentari che in più di qualche occasione hanno votato leggi contro il Sud assieme alla Lega ignorando persino quella molto importante presentata dall’Assemblea regionale quale la legge voto per la modifica dell’articolo 36 dello Statuto siciliano.

Questa analisi impietosa, sotto vari aspetti, impone la necessità assoluta di aprire urgentemente un dibattito, oggi stesso, perché i tempi della politica ce lo impongono, per trovare assieme a tutti coloro che hanno a cuore la Sicilia una soluzione ed un obiettivo comprensibile per la nostra gente.

D’altra parte l’esperienza delle recenti elezioni amministrative a Palermo, Agrigento e Trapani, dove le nostre coalizione non hanno fatto faville e dove il nostro movimento, pur resistendo al tzunami che ha colpito tutti i grandi partiti, non ha avuto quel successo che, forse sbagliando le nostre valutazioni, pensavamo di avere. L’idea geniale del nostro leader è stata uccisa da chi nel nostro partito non ha avuto il coraggio di tagliare il cordone ombelicale con il PDL, da coloro che non hanno saputo cogliere l’insofferenza del popolo in questo momento di crisi e da chi non si è saputo immedesimare nella disperazione dei siciliani ed ha continuato a pensare in piccolo ed non ha capito che ormai era tempo di abbandonare il modello leaderistico nella conduzione di un partito, che occorrevano ed occorrono scelte collegiali, presenza di donne e giovani nel gruppo dirigente, apertura all’esterno e il coraggio di gridare il disagio che in questo momento viviamo tutti. Non è importante ricercare incarichi di partito per essere i nuovi caporali o colonnelli: abbiamo un leader e poi tutti noi dobbiamo essere i promotori della rivoluzione siciliana, no quindi all’ingessatura di un partito come il PdL che non ha mai coinvolto la base. Dobbiamo “fottercene”delle alleanze, noi non siamo dependance del PDL o del PD, noi siamo alleati solo con la Sicilia. Un’altra cosa che è mancato a Grande Sud è un programma, un progetto da realizzare e un progetto da comunicare a tutti gli uomini del nostro partito. Dobbiamo renderci conto che è finito il tempo che pochi uomini a Roma decidevano il destino di un partito mentre a tutti gli iscritti ed ai simpatizzanti non rimaneva che votare ed obbedire. Partecipazione, coralità di idee, speranze, progetti, questo deve essere Grande Sud. Dobbiamo lottare per le cose in cui crediamo, non possiamo essere al traino di altri partiti, dobbiamo decidere noi quello che dobbiamo fare per risollevare questa nostra terra martoriata. Deve essere nostro compito valorizzare le idee che nascono dal territorio e non essere strumento della protesta, ma dare voce alla volontà di riscatto a quei siciliani che non si sentono più rappresentati dalla politica. Lo so che per molti di noi che facciamo politica da tempo è difficile non fare i protagonisti, mettersi da parte, ascoltare, mettersi in gioco, perdere tutti i privilegi con il solo scopo di mettere la Sicilia prima di tutto, ma ci dobbiamo provare lo dobbiamo a Gianfranco Miccichè, lo dobbiamo sopratutto a tutti i siciliani.

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Scritto da on lug 14th, 2012 e catalogato in Politica. Commenti e pings sono chiusi.



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2 Risposte per “Intervento di Cimino alla manifestazione regionale di Grande Sud.”

  1. enzo scrive:

    Con tutto questo discorso non capisco, in realta’ capisco bene, dove voglia andare a “Parare” l’On. Cimino, responsabile come tutti gli altri del disastro della Sicilia e di noi siciliani! Inutile ammettere il proprio fallimento e nel frattempo lavorare per una lista “su misura” per tentare ancora una volta di assicurarsi l’elezione a deputato regionale e un contro senso! e allora finiamola con tutte queste litanie, mettetevi da parte e fate largo a nuovi soggetti che non hanno il peccato originale come voi tutti che ci avete rappresentato cosi indegnamente!!!!!!!!!!!!!!!!!11

  2. Lorenzo scrive:

    Non sono riuscito a trovare un solo concetto degno di essere preso in considerazione. E’ proprio vero che non si ha più niente da dire. C’è un distacco abissale, ormai, fra questa gente cosiddetta “politica” e la base quella vera che vota e che non partecipa o che perlomeno non viene tenuta, in alcun modo, in conto.

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