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Agrigento, crollano prestiti personali e mutui

Prestiti personali in calo del -30% e mutui immobiliari che crollano del -45% nel primo semestre del 2012. Sono questi gli impietosi dati che emergono dall’Osservatorio Economico Provinciale della Fiba Cisl di Agrigento, che ha effettuato uno studio sul credito erogato alle famiglie nella provincia agrigentina. La situazione si fa sempre più drammatica in tutto l’agrigentino e, infatti, si registra un crollo nelle erogazioni dei finanziamenti alle famiglie da parte delle banche e delle finanziarie. Una condotta che sta mettendo ulteriormente in ginocchio l’economia provinciale, a farne le spese sono le famiglie e i giovani. In particolare secondo i dati emersi, nel primo semestre del 2012 il calo delle erogazioni dei mutui alle famiglie ha registrato una flessione del – 45%. Per quanto riguarda invece le erogazioni di credito al consumo, nello stesso periodo la flessione è stata del – 30%. < Nel dettaglio – afferma Gabriele Urzì, responsabile della Fiba Cisl di Agrigento – sono soprattutto i mutui per ristrutturazione, liquidità, consolidamento del debito, surroga e sostituzione ad aver subito una drastica diminuzione: dopo il – 25 % del 2011, nei primi sei mesi del 2012 si registra un – 80% rispetto allo stesso periodo del 2011. Ma il dato forse più preoccupante è quello che riguarda le previsioni future, in quanto siamo di fronte ad uno scenario nei prossimi due anni caratterizzato da una domanda di credito ancora debole e da politiche di offerta eccessivamente selettive >.

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Scritto da on ago 5th, 2012 e catalogato in Agrigento, i Fatti. Commenti e pings sono chiusi.



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1 Risposta per “Agrigento, crollano prestiti personali e mutui”

  1. Arch.Vito Prato scrive:

    Molte banche vogliono avere fiducia dalla società, però nello stesso tempo non hanno il coraggio di dare la possibilità di credito a soggetti, spesso giovani, che per un motivo o per un altro hanno bisogno di liquidità, in poche parole le banche non si fidano.

    Ci vorrebbe un intervento legislativo, intrinseco con il concetto stesso di banca, che obbligasse le banche a dare il prestito, qualora occorressero certi requisiti in possesso dell’individuo che chiede il prestito.

    Ci sono casi, dove alla presenza di uno o due stipendi, o mettendo dinanzi tanta proprietà, non si riesce a dare il prestito.

    La colpa è della paura dei Direttori di banca che non sanno imporre, a livello di Direzione Centrale, l’affidabilità dei clienti.

    Siccome siamo in periodo di crisi, ritengono opportuno di restare in attesa, cosa sbagliata per la ripresa dell’economia del territorio.

    Nel periodo quattrocentesco le banche si comportavano in maniera diversa , molto differente da quella negazionista attuale. Quando manca il presupposto di collaborazione tra economia sociale e istituti di credito, il risultato è la sconfitta del sistema ordinato di crescita e l’inviluppo sociale mostra le sue crepe.
    Arch.Vito Prato

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