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Don Angelo Gambino: “la tragedia di Maddalusa interpella le nostre coscienze”

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Don Angelo Gambino, parroco di S. Croce , a  Villaseta, all’indomani dei funerali di Cristian Russo e Giuseppe Piparo e rivolta al primo cittadino di Agrigento: “Carissimo sig. Sindaco, mi permetto di indirizzarle questa mia piccola e semplice riflessione.La recente tragedia che si è consumata lungo la statale 115, bivio di Maddalusa, che ha visto due giovani vite spezzarsi, interpella le nostre coscienze e come istituzioni, civile e religiosa, siamo chiamati ad intervenire e a dare delle risposte, per evitare che tragedie simili si ripetano.Purtroppo, Villaseta e Monserrato, forse ci hanno fatto l’abitudine ad assistere a simili fatti e, volenti o nolenti, sono costretti a conviverci.Cosa fare?Alcuni suggerimenti. Come primo garante della sicurezza nella città di Agrigento, vorrei che il Sindaco facesse sentire un po’ di più la sua voce presso le foze dell’Ordine. Qui a Villaseta abbiamo il comando provinciale, nonchè la stazione dei Carabinieri e il comando della Polizia Locale, ma incuranti di tutto ciò, sembra di essere in un far west: i ragazzi con i ciclomotori indisturbati scorazzano a qualsiasi ora del giorno, senza casco, senza fari, senza targa, in due o tre sul sellino, quando invece per legge, ve ne può montare solo uno. L’altra proposta è questa: a Villaseta non ci sono attività o iniziative dedite al divertimento e allo svago serale. Gli adolescenti sono costretti a spostarsi, soprattutto d’estate, a S. Leone e obbligatoriamente con i ciclomotori. Quanti non ne possiedono sono costretti a chiedere passaggio ai propri compagni. Sappiamo che la movida non inizia prima delle ore 21-22 e si protrae sino a notte fonda. Come Sindaco, non potrebbe invitare la TUA (Trasporti Urbani Agrigento) a rivedere gli orari delle corse, in particolare quelli dei sabati e delle domeniche dei mesi di luglio e di agosto? Non potrebbe la TUA cancellare qualche corsa diurna, dove i mezzi viaggiano a vuoto, senza alcun passeggero e mettere qualche corsa, per esempio alle ore 21, che colleghi le Frazioni della città con la località balneare di S. Leone e assicurare una corsa di ritorno intorno – scusi il bisticcio dei vocaboli – alle ore 01? Così facendo, molti adolescenti lascerebbero a casa i ciclomotori e molti genitori sarebbero anche più tranquilli, sapendo di non avere figli per strada. Nei paesi del Nord, per evitare le stragi del sabato sera, all’uscita delle discoteche, già lo fanno. Perchè non farlo anche noi?La ringrazio per l’attenzione prestatami, ma soprattutto per le risposte che vorrà dare ai genitori con figli adolescenti”.

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Scritto da on ago 17th, 2012 e catalogato in Agrigento, i Fatti, SECONDO PIANO. Commenti e pings sono chiusi.



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4 Risposte per “Don Angelo Gambino: “la tragedia di Maddalusa interpella le nostre coscienze””

  1. luca scrive:

    francamente l’omelia del parroco non mi è piaciuta dove dice che va contro Dio per questa scelta…. un uomo di Chiesa, un cristiano deve sempre accettare la volontà di Dio che sia una cosa bella o brutta

  2. Calogero scrive:

    Francamente penso che i giovani traggono insegnamento dagli adulti e se gli adulti (agrigentini e peggio ancora “villasetani”, non tutti ovviamente) sono poco inclini al rispetto del codice della strada, vedi mancato rispetto delle precedenze (rotonda nei pressi di cugno vela e potrei dirne tante), non uso delle frecce fino alle infrazioni più gravi ( es. casco), non si può pensare che i giovani facciamo di meglio. Il problema carissimo Don Angelo, benché le motivazioni da lei espresse sono valide, è che ad Agrigento manca l’occupazione, mancano le strutture, dove ad esempio praticare sport piuttosto che altre attività sociali; le istituzioni hanno abbandonato da tempo i giovani e Villaseta tutta, altro che corse della tua, ci vorrebbe voglia di cambiamento e non lasciarsi abbandonare al triste destino voluto da chi da decenni governa la città di Agrigento. Creiamo l’alternativa a questi ragazzi, forse qualcosa può cambiare.

  3. angelo scrive:

    invece di perdere tempo a scrivere,questi lettere, pensi come creare delle valide alternative a questi ragazzi, ad esempio l’oratorio, dei tornei di calcetto ecc ecc, invece che andare ad inagurare le nuove rampe e pronunciando una frase che mi sono messo a ridere,” promessa mantenuta di fare una nuova rotatoria”.

  4. lawrence scrive:

    in un certo senso,sono d’accordo con l’intervento scritto da Angelo.Nell’ambito dell’oratorio,si possono creare delle attività a mai finire.Però,oltre all’impegno del parroco occorre anche quello degli interessati e dei loro genitori.Conosco Don Angelo Gambino oramai da anni e penso che la sua dinamicità rimane sempre all’avanguardia,occorre poi vedere se è seguito dalla cittadinanza.Non sto cercando di difenderlo per campanalismo ma sto mettendo in evidenza quello che potrebbe essere uno dei difetti della collettività come in ogni piccolo o grosso centro che sia .Siamo solo abituati a dare la colpa a che non c’e l’ha.

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