In Sicilia circolano 616 autovetture ogni 1.000 abitanti

In Sicilia circolano 616 autovetture ogni 1.000 abitanti

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ImmagineIn Sicilia circolano 616 auto ogni 1.000 abitanti. La provincia siciliana in cui vi è il maggior rapporto tra autovetture circolanti e abitanti è Catania (673,6), seguita da Ragusa (649,1), Siracusa (623,4), Trapani (621,9), Messina (615,1), Agrigento (612,3), Enna (589,2), Caltanissetta (574,4) e Palermo (567,4).
Questi dati sono stati elaborati dal Centro Studi Continental su fonti Aci e Istat.
In Italia il tasso di motorizzazione è di 608,1 autovetture ogni 1.000 abitanti. Se si considerano tutti gli autoveicoli (aggiungendo quindi alle autovetture anche autobus, autocarri e autoveicoli speciali) si arriva a 685,7 veicoli in circolazione ogni 1.000 abitanti. Prendendo in considerazione le sole autovetture, sottolinea il Centro Studi Continental, il dato italiano risulta superiore alla media europea, che secondo Acea (l’associazione dei costruttori automobilistici europei) è di 487 auto ogni 1.000 abitanti. Non solo: nell’ambito dell’Unione Europea il dato italiano è inferiore solo a quello del Lussemburgo (663 auto ogni 1.000 abitanti) ed è maggiore di quello tedesco (539), di quello francese (512), di quello spagnolo (476) e di quello del Regno Unito (464).
Vi è un’altra caratteristica che distingue nettamente il parco di autovetture che circolano in Italia da quelle che circolano nel resto d’Europa, e cioè la loro età media. Infatti in Italia, sempre secondo un’elaborazione del Centro Studi Continental, il 23,3% delle auto circolanti ha meno di 5 anni, contro il 30,8% dell’Europa; il 29,7% ha tra 5 e 10 anni (il 31,7% in Europa); il restante 47% ha più di 10 anni (mediamente in Europa, invece, solo 37,5% delle auto circolanti ha più di 10 anni). Da questi dati emerge che nel nostro Paese il parco circolante di automobili è nettamente più vecchio di quello europeo.
La ricerca del Centro Studi Continental riporta anche un prospetto sul tasso di motorizzazione nelle altre regioni italiane. Ne risulta che la regione italiana con il maggior tasso di motorizzazione è la Valle d’Aosta, dove circolano 1051,3 autovetture ogni 1.000 abitanti. Questo dato, però, non risponde alla situazione reale perché è fortemente condizionato dal fatto che in Valle d’Aosta negli anni passati erano in vigore condizioni particolarmente vantaggiose per l’immatricolazione di nuove autovetture, condizioni che hanno determinato una crescita abnorme del parco circolante e quindi una distorsione dei dati reali. Questo è accaduto, anche se in maniera minore, anche in Trentino Alto Adige (710), regione che si trova al secondo posto della graduatoria. Al terzo posto, poi, vi è l’Umbria (682,4), che è la regione che ha veramente il tasso di motorizzazione più alto, seguita da Molise (643,2) e Marche (639,6). In coda a questa classifica, e quindi con il minor rapporto tra autovetture circolanti e abitanti, vi sono Veneto (602,4), Lombardia (587,9), Campania (569,5), Puglia (549,9) e Liguria (522,7).
Questa graduatoria è abbastanza sorprendente, perché contrariamente a quanto avviene con molti altri fenomeni, non troviamo ai primi posti le regioni più ricche e agli ultimi quelle più povere. La ragione è che il tasso di motorizzazione è influenzato sia dal reddito che dalla diffusione (e dall’efficienza) delle reti di trasporto pubblico.
Cosa emerge, dunque, da questa imponente mole di dati? Principalmente che in Italia non si può fare a meno dell’auto. Questo perché i trasporti pubblici non funzionano in maniera adeguata e non garantiscono la stessa libertà di movimento dell’auto. E poi anche perché la crisi economica ha innescato un processo di allontanamento dei centri cittadini (troppo cari) e di spostamento non solo verso la prima, ma anche verso la seconda e la terza periferia. Ma come ci si reca da casa, in periferia, al lavoro? O come si portano i figli a scuola? Nella grande maggioranza dei casi in auto. Con auto vecchie, però, o almeno molto più vecchie, come si è visto, di quelle che circolano in Europa. Questo non è un dato da trascurare: auto più vecchie, infatti, sono meno sicure e hanno maggiori emissioni di sostanze nocive.
Da tutto questo risulta che, se nel nostro Paese si vuole aumentare la sicurezza stradale e diminuire il livello delle emissioni di sostanze nocive c’è solo una cosa da fare: accelerare il ricambio delle auto più vecchie ancora in circolazione. Si tratta di un processo che sta diventando sempre più urgente, e che porterebbe anche importanti benefici economici, in termini di posti di lavoro salvati o recuperati nel settore della distribuzione automobilistica, che è in forte sofferenza a causa della crisi. Le proposte da parte delle associazioni del settore automobilistico alle istituzioni per agevolare il processo di ricambio del parco circolante non mancano.
Gruppo Continental
Con un fatturato di circa 33,3 miliardi di euro per il 2013, Continental è tra i leader mondiali nelle subforniture per il settore automotive. Nella veste di produttore di impianti frenanti, sistemi e componentistica per motore e telaio, strumentazione, soluzioni per infotainment, elettronica di bordo, pneumatici e prodotti tecnici in elastomeri, Continental fornisce un importante contributo alla sicurezza e alla salvaguardia del clima globale. Continental, inoltre, è un partner competente nel campo della comunicazione in rete per autoveicoli. Attualmente Continental ha un organico di oltre 189.000 persone in 49 paesi.
www.continental-corporation.com
Divisione Pneumatici
La Divisione Pneumatici riunisce i comparti dedicati a pneumatici per autovetture, autocarri, autobus, per l’industria e per veicoli a due ruote. Fra i produttori di pneumatici leader a livello mondiale, la Divisione Pneumatici ha realizzato nel 2011, con un organico di oltre 41.000 persone, un fatturato di oltre 8,8 miliardi di euro. La Divisione Pneumatici attualmente conta 22 centri di produzione e sviluppo nel mondo. L’ampia gamma di prodotti ed i continui investimenti nella ricerca e sviluppo costituiscono un importante contributo per una mobilità più efficiente dal punto di vista economico ed ecologico.
Pneumatici per autovetture e trasporto leggero
Continental è fra i produttori di pneumatici per autovetture leader a livello europeo, ed è il quarto più grande produttore di pneumatici per autovetture al mondo nel settore del primo equipaggiamento e del rimpiazzo. Lo sviluppo dei prodotti di Continental, marchio premium, si concentra sull’ottimizzazione di tutte le caratteristiche rilevanti per la sicurezza, mirando contemporaneamente a ridurre la resistenza al rotolamento. Il focus dello sviluppo dei prodotti di Continental, marca premium, consiste nell’ottimizzazione di tutte le caratteristiche di sicurezza dello pneumatico in armonia con la riduzione della resistenza al rotolamento
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Pneumatici per veicoli commerciali
Il comparto degli pneumatici per veicoli commerciali, con un fatturato di oltre 1,8 miliardi di euro realizzato nel 2011, rientra fra i maggiori produttori a livello mondiale di pneumatici per autocarri, autobus e per l’industria.
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Sponsorizzazioni
La Divisione Pneumatici è sponsor ufficiale del campionato mondiale di calcio FIFA World Cup 2014™ che si disputerà in Brasile, del campionato europeo UEFA Euro 2016™ che si disputerà in Francia, della Coppa di Germania DFB-Pokal.

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